Le vacanze dovrebbero essere il momento in cui finalmente rallentiamo. Con i figli, invece, rischiano di diventare un altro progetto da gestire: attività da inventare, giornate da organizzare, pasti da controllare, litigi da mediare, schermi da limitare. E, possibilmente, anche qualche “ricordo indimenticabile” da creare.
Non è solo una sensazione. Secondo ilrapporto Censis Essere genitori oggi, pubblicato nel maggio 2026, il 79,2% dei genitori italiani ritiene che oggi sia più difficile essere genitori rispetto al passato. Tra le difficoltà vengono indicati soprattutto i costi per crescere un figlio, le richieste dei bambini e la mancanza di tempo.
Forse, allora, ad agosto possiamo fare una cosa controcorrente: abbassare l’asticella.
Ecco, quindi, 10 cose che potremmo smettere di fare senza sentirci dei cattivi genitori:
1. Smettere di programmare ogni minuto
Una giornata senza programmi non è una giornata sprecata. La pedagogista Teresa Pia Renzo ha sottolineato proprio quest’estate il valore del tempo non strutturato: la noia può diventare un’occasione per sviluppare autonomia, creatività e capacità di autoregolazione.
2. Smettere di fare gli animatori
“Mi annoio!” non è necessariamente un’emergenza. Non dobbiamo trasformarci ogni giorno in un mini club vacanze.
3. Smettere di avere paura della noia
Un bambino che non trova subito qualcosa da fare può imparare a inventarsela. È una competenza, non un fallimento dell’adulto.
4. Smettere di pretendere pasti perfetti
In estate possono esserci più gelati, pizze, panini e cene improvvisate. Una vacanza non cancella le buone abitudini dell’intero anno.
5. Smettere di vivere una guerra contro gli schermi
Le regole restano importanti, ma qualche eccezione non fa di noi cattivi genitori. L’importante è non lasciare che lo schermo sostituisca sistematicamente sonno, movimento, gioco e relazioni.
6. Smettere di intervenire a ogni litigio
Fratelli e sorelle possono discutere anche sotto l’ombrellone. Se non c’è un problema di sicurezza, qualche conflitto può essere anche un’occasione per imparare a negoziare.
7. Smettere di trasformare tutto in un’attività educativa
Non ogni passeggiata deve insegnare qualcosa. Non ogni castello di sabbia deve diventare un laboratorio STEM. A volte un bagno in mare è semplicemente un bagno in mare.
8. Smettere di riempire ogni pomeriggio
Dormire, leggere, guardare le nuvole, giocare con una scatola o stare semplicemente insieme: anche questo è tempo di qualità.
9. Smettere di inseguire la vacanza perfetta
I bambini non hanno bisogno di un’estate da Instagram. Come ricorda la pedagogista Renzo, il punto non è riempire il tempo, ma restituire valore anche agli spazi non organizzati.
10. Smettere di voler essere genitori perfetti
Forse è la cosa più importante. Il Censis rileva che, nonostante le difficoltà, il 73,9% dei genitori giudica buono o ottimo il proprio modo di esercitare il ruolo.
A metà agosto possiamo quindi concederci qualche “lasciamo perdere”. Non dobbiamo organizzare l’estate dei nostri figli alla perfezione. Dobbiamo viverla insieme a loro.
E se oggi non facciamo niente di speciale, pazienza. Potrebbe essere proprio una delle giornate che i nostribambini, un giorno, ricorderanno.
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