Ormai ci siamo, le vacanze sono finite quasi per tutti e tra una settimana si ritorna a scuola! E, con lei, tornano sveglie, zaini, compiti, orari e impegni.
Come affrontare gli ultimi giorni di riposo tra sonno, pasti e preparativi, senza trasformare la ripresa in una corsa contro il tempo?
Se mancano soltanto pochi giorni al primo giorno, non significa che sia necessario riportare immediatamente tutta la famiglia alla routine scolastica.
Anzi. secondo la Società Italiana di Pediatria, il passaggio dalle vacanze alla quotidianità dovrebbe avvenire gradualmente, evitando cambiamenti bruschi soprattutto per quanto riguarda il sonno e l’alimentazione.
Gli ultimi 7 giorni possono quindi diventare una sorta di “ponte” tra vacanza e scuola: abbastanza organizzati da preparare il rientro, ma ancora capaci di lasciare spazio all’estate.
7-6 giorni prima: non è ancora tempo di dire addio all’estate
Il primo errore è pensare che, a una settimana dalla scuola, debba cominciare immediatamente la modalità “anno scolastico”. Non serve.
Una giornata al mare, una gita, una passeggiata, un pomeriggio con gli amici o semplicemente qualche ora senza programmi possono tranquillamente rimanere nell’agenda.
Possiamo però iniziare a rendere le giornate un po’ più regolari.
Se durante le vacanze gli orari sono diventati molto elastici, si può cominciare gradualmente a riportare sonno e pasti verso quelli che saranno i ritmi dell’anno scolastico.
Senza rigidità e senza trasformare ogni giornata in un conto alla rovescia.
5-4 giorni prima: pensiamo al sonno
È probabilmente la parte più importante della preparazione al rientro.
Durante l’estate molti bambini e ragazzi finiscono per andare a letto più tardi e svegliarsi più tardi. Cercare di cambiare tutto improvvisamente la sera prima della scuola, però, non è la strategia migliore.
La Società Italiana di Pediatria raccomanda proprio di riabituarsi gradualmente ai ritmi quotidiani, evitando cambiamenti improvvisi.
L’obiettivo non è stabilire un’unica “ora giusta” per andare a dormire, che non può essere uguale per tutti. Conta soprattutto garantire una quantità di sonno adeguata all’età.
Le raccomandazioni dell’American Academy of Sleep Medicine indicano 9-12 ore di sonno nelle 24 ore per i bambini tra 6 e 12 anni e 8-10 ore per gli adolescenti tra 13 e 18 anni.
Per questo, se durante l’estate gli orari si sono spostati parecchio, è preferibile anticipare progressivamente il momento del sonno e quello del risveglio, così da arrivare al primo giorno di scuola già abituati al nuovo ritmo.
3 giorni prima: sì alla concentrazione, no alle maratone di compiti
Se ci sono ancora compiti delle vacanze da terminare, meglio non aspettare l’ultimo momento.
Ma se il lavoro è già stato completato, non c’è bisogno di inventarsi una settimana di studio intensivo per “preparare il cervello alla scuola”.
Leggere qualche pagina, scrivere, disegnare, fare un gioco da tavolo o dedicarsi a un’attività che richieda attenzione può essere sufficiente per riportare gradualmente nella giornata momenti più strutturati.
Per i ragazzi più grandi, questi giorni possono essere utili soprattutto per organizzarsi in autonomia: controllare che cosa è stato fatto, che cosa manca e che cosa servirà per il rientro.
La preparazione alla scuola non deve diventare una nuova fonte di stress.
2 giorni prima: torniamo anche agli orari dei pasti
Anche gli orari di pranzo e cena durante l’estate possono essersi spostati.
Non c’è bisogno di correggere tutto immediatamente, ma negli ultimi giorni possiamo riportare gradualmente i pasti verso gli orari abituali.
La Società Italiana di Pediatria sottolinea inoltre l’importanza, quando possibile, della colazione condivisa in famiglia: non soltanto un momento per mangiare, ma anche un’occasione per iniziare la giornata insieme.
Questi giorni sono inoltre perfetti per preparare con calma tutto quello che servirà per la scuola: zaino, materiale, vestiti e ciò che occorre per il primo giorno.
Meglio evitare di scoprire la sera prima che manca qualcosa.
Il giorno prima: preparare tutto, ma senza ansia
Il giorno prima dell’inizio della scuola dovrebbe essere soprattutto un giorno tranquillo.
Zaino pronto, materiale controllato, vestiti preparati e orario verificato.
Per il resto, non serve riempire la giornata di raccomandazioni e richieste.
Per i bambini più piccoli può essere utile coinvolgerli nei preparativi: scegliere insieme i vestiti o sistemare lo zaino può rendere il ritorno a scuola più concreto e meno improvviso.
Con i ragazzi più grandi, invece, possiamo lasciare maggiore autonomia, chiedendo loro di occuparsi direttamente di una parte dell’organizzazione.
Prima della scuola, ritroviamo anche gli amici
Il ritorno a scuola non riguarda soltanto orari e compiti.
Dopo settimane di vacanza, ritrovare amici e compagni può rendere più naturale il passaggio alla quotidianità scolastica.
Un pomeriggio insieme, una passeggiata, una merenda o un ultimo incontro prima dell’inizio delle lezioni possono essere un modo piacevole per chiudere l’estate.
La dimensione sociale, soprattutto per bambini e ragazzi, fa parte del ritorno alla routine tanto quanto quella organizzativa.
Gli errori da evitare nell’ultima settimana
– Cambiare improvvisamente gli orari del sonno.
– Pretendere che dal giorno dopo le vacanze tutto torni esattamente come durante l’anno.
– Ridurre gli ultimi giorni a una corsa per finire i compiti.
– Riempire ogni giornata di attività “utili” in vista della scuola.
– Dimenticare che, fino all’ultimo giorno, è ancora estate.
– La scuola ricomincia, ma non serve farla iniziare una settimana prima
Gli ultimi sette giorni possono essere semplicemente un periodo di transizione.
Si cominciano a regolare gradualmente gli orari del sonno, si riportano i pasti verso la normalità, si prepara il materiale e si recuperano alcune abitudini quotidiane.
Ma senza cancellare tutto il resto.
Un ultimo bagno, un gelato, una passeggiata al tramonto, una serata con gli amici o una giornata senza programmi non sono tempo perso.
Prepararsi al ritorno a scuola non significa anticipare la scuola. Significa arrivarci gradualmente, riposati e senza aver trasformato gli ultimi giorni d’estate in una fonte di stress per ibambinie i ragazzi ma anche per noi adulti.
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