Si chiamaRai Radio Kids, è on air da giugno ed è il nuovocanale radiofonicodel servizio pubblicodedicato ai bambini da 2 a 10 annidi età.
Offre musica,canzoni,colonne sonore,fiabema ancheinformazioneededucazione all’ascolto e alla lettura.
“Ogni giorno” – spiegano dalla redazione – “dalle 6 alle 20.30, i nostri programmi seguono una semplice regola, quella di dividere l’ora in parti di 15 minuti, come una torta in quattro spicchi. All’inizio di ogni oraBig Bang, poiRadio Kids MusicoRadio Kids Baby(al mattino dalle 9 alle 12) oFacciamo festa(al pomeriggio dalle 15 alle 18). A seguire leRadio Storieo leRadio Fiabeo leFantastorie. Quindi una nuova puntata di Radio Kids Music o Radio Kids Baby o Facciamo festa. Sono passati in tutto 60 minuti e possiamo ascoltare una nuova puntata di Big Bang. Alla sera, dalle 20.30, dobbiamo prepararci per la nanna. E allora possiamo ascoltare con mamma e papà una bellaRadio Fiabadi 15 minuti e subito dopo 15 minuti diMusicaper sognare. Così per tutta la notte sino alle 6 del mattino dopo, per un nuovo giorno pieno di ritmo e di divertimento tutti insieme“.
Rai Radio Kids può essere ascoltata in vari modi:sul web, attraverso il portale dedicato,sui tablet e gli smartphonescaricando l’app ufficiale di Radio Rai,in digitaleattraverso i ricevitori e le autoradio che adottano lo standard DAB+ esul digitale terrestre e sul satellite.
L’obiettivo della Rai con il lancio di questo nuovo canale, che trasmette senzausufruire diinterruzioni pubblicitarie, è quello didare voce ai bambini attraverso il mondo della radio considerato, grazie anche all’avvento delle nuove tecnologie, uno strumento d’intrattenimento ancora molto moderno.
“Sentivamo forte il bisogno di dare voce ai bambini attraverso un canale radio a loro dedicato, iniziando un percorso che il resto dell’Europa ha già da tempo intrapreso con successo”, ha sottolineato il Direttore di Radio Rai Roberto Sergio. “Rai Radio Kids è un progetto unico nel suo genere, che vede impegnata l’azienda in un importante sforzo produttivo dedicato ai bambini, rafforzando così il suo ruolo di servizio pubblico”.





